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    Ripercorrendo le nostre fotografie si fa strada una certezza: quella di aver messo dentro un contenitore di vetro qualcosa che non se ne andrà più, grazie a te, Giuseppe. Di averlo non intrappolato - è brutto il verbo intrappolare - ma più precisamente, visto per quello che era, riconosciuto e fermato, lì. Come attaccare un sorriso tra due mollette, lungo i consueti panni stesi. La sera del matrimonio non abbiamo mai avvertito la tua presenza come estranea o eccessiva, piuttosto come la piuma in "Forrest Gump". Per osmosi sei riuscito ad intravedere aspetti di noi, riconoscere le fila dei legami. Pezzi sparsi che una volta restituiti al "legittimo proprietario" riescono ad intimidire; come quando si perde per strada una sciarpa e qualcuno la raccoglie per riaffidarla. Un lavoro che cattura aspetti psicologici, più di quanto tu possa, probabilmente, esserne del tutto consapevole, rimanendo pur sempre "sconosciuti". Sarà il genio di chi ama qualcosa, pronto a condurlo nell'epicentro di ciò che conta. 

    Ti auguriamo di non esaurire mai questo slancio, pulito e generoso che ti rende certamente singolare. 

    Con affetto, Tiziana e Simone

    —  Tiziana & Simone  —