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    Non è il tempo che fonda il ritmo. È il ritmo che fonda il tempo [ C.Sini, L'incanto del ritmo, 1993].

    Come scriveva il filosofo Ernst Bloch, "la natura intrinsicamente utopica della musica è capace di risvegliare nei giovani la loro dimensione più profonda", ed è quella la parte che io trovo interessante e sulla quale vorrei indagare, sull'aspetto spirituale, sulla possibilità di collegarsi a se stessi senza veti. Da questi spunti ha preso vita uno dei progetti a lungo termine che seguo attualmente e che è parallelamente opposto alla ricerca "spirituale" che sto seguendo con: Nel Nome del Padre e del Figlio.

    La musica giovanile si muove tra essere e non essere, sempre sul ciglio di un abisso, metafora della vita che, per i giovani, è ben lungi dall'essere fondata, perché nel fondo è senza ragione e senza perché, quindi evento gratuito, grazia. [ Umberto Galimberti, L'ospite inquietante, 2007]

    Galimberti, in quello che ritengo un'interessantissima analisi dei giorni nostri e della società occidentale, collega la musica giovanile delle nostre generazioni al ritmo primordiale della vita: "il ritmo del respiro, il ritmo del battito del nostro cuore, il ritmo sonno veglia, il ritmo che nella vita intrauterina scandisce la prima figura del tempo", e ritiene allo stesso tempo che "la musica-grido dovrebbe farci riflettere su quanto la nostrà comunità non sia più accogliente … quanta solitudine di massa si aggiri nelle nostre città, dove ciascuno è dedito ai soli suoi traffici …"
    Da questo punto di vista la musica diventa occasione di fuga e di riparo, "per delle generazioni che trovano sempre più difficoltà nel reperire la loro dimora abituale . E perciò lo dice con quel linguaggio originario che è la musica, nel suo tratto più primitivo, quello ritmato, quello del corpo, quello del battito del cuore".

    La ricerca prende avvio dalle discoteche, luogo di ritrovo per i giovani, dove come dice Galimberti "quell'ossessione settimanale li ammassa". Ritengo davvero molto interessante questa chiave di lettura, ovvero la ricerca inconsapevole di collegamento ad una parte intima di se, primitiva, primordiale.

    Continua...